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IL RISCALDAMENTO NEL CAMPER
L'impianto più diffuso per scaldare un camper è una stufa,
che utilizza gas G.P.L., e che scambia il calore prodotto
direttamente con l'aria ambiente. Questo modo di produrre
il calore viene definito a "scambio diretto" e può avvenire:
sia a circolazione naturale dell'aria ambiente, sia forzando
la stessa per mezzo di un sistema di ventilazione.
Nella circolazione naturale l'aria calda dilatandosi diventa più
leggera di quella fredda presente nel camper e di conseguenza
sale verso l'alto, mentre la fredda occupa in basso lo spazio
lasciato vuoto da quest'ultima.
I pregi della circolazione naturale sono principalmente nel
non avere necessità di mezzi meccanici e quindi di non
presentare il rumore generato dai motori. Inoltre non necessita
di energia elettrica. Il difetto più importante è che l'aria circola
naturalmente solo nei luoghi ove non è impedita da ostacoli.
La temperatura nel veicolo non è uniforme e cassapanche,
armadi, vano toilette e mansarda possono beneficiare del calore
solo in minima parte. In alto, poi, avremo una temperatura
di alcuni gradi più alta di quella in basso e il pavimento
rimarrà sempre freddo.
Inoltre nei nostri camper la stufa è montata, spesso, entro un
mobile che può risultare parzialmente incassato tra quelli
circostanti. La circolazione naturale è quindi, in parte, impedita
e di conseguenza la stufa è in grado di generare, ma non di
diffondere nell'ambiente tutto il suo calore. Dall'altro versante,
con la circolazione forzata, per mezzo di un ventilatore centrifugo,
si costringe l'aria a raggiungere tutte, o quasi, le zone del camper
e a rendere più uniforme il calore entro lo stesso; si sfrutta quasi t
otalmente la potenzialità della stufa. I limiti sono invece
costituiti dal fatto che la rotazione del motore della ventilazione
assorbe una certa quantità di energia dalla batteria ausiliaria.
Il calore a volte arriva troppo in toilette e poco in mansarda e
nelle cassepanche, oppure è sbilanciato da un lato del camper.
Oppure ci sono delle bocchette da cui non esce niente, o quasi,
aria calda. perchè? Con un impianto correttamente eseguito
l'aria dovrebbe arrivare a tutte le bocchette o per lo meno con
la stessa intensità alle due bocchette più lontane dei due rami
di uscita. Se l'aria non arriva con la stessa intensità a quest'ultime
può darsi che lo stesso sia mal realizzato.
Gli errori che si riscontrano maggiormente sui camper sono i
seguenti: l'esistenza di una prima bocchetta posta a poca distanza
dall'apparecchio di ventilazione, a volte ad appena 50 centimetri
da quest'ultimo. Aprendola tutta, l'aria prodotta dal ventilatore
imbocca quasi totalmente quest'ultima e non permette di
raggiungere quelle più lontane, che presentano maggiori
resistenze al moto. Diversità di lunghezza dei due rami oppure
un numero di curve eccessivo su uno dei due. In questo caso su
di un lato del camper si ha una minore distribuzione del calore
prodotto dalla stufa, a causa del maggior attrito che incontra
l'aria in quest'ultimo canale.
Percorsi all'esterno della cellula da parte di uno dei due rami
della canalizzazione per semplificare la posa delle tubazioni.
Questo percorso, oltre che presentare maggiori resistenze d'attrito,
diminuisce l'efficacia della stufa ed in ultima analisi sbilancia il
riscaldamento. Queste cause più comuni possono adattarsi a
quasi tutti i casi pratici, perché la canalizzazione per funzionare
bene deve essere innanzi tutto equilibrata. Questa condizione
si ottiene soltanto ripartendo equamente l'aria tra le uscite
esistenti nell'impianto di ventilazione. Solo in questo modo la
temperatura del camper è abbastanza uniforme e l'ambiente
risulta confortevole agli occupanti.
Può accadere che accendendo la stufa si senta un noioso odore
di bruciato che dopo un certo tempo cessa. Il più delle volte è
dovuto a peli di tessuto che si sono depositati sul mantello
interno della stufa e sulle palette del ventilatore. Per evitare
questo inconveniente occorre asportare queste piccole fibre dal
corpo della stufa con un pennellino, previa rimozione del
mantello esterno. Per quanto riguarda la peluria depositata
sulle palette del ventilatore la procedura di eliminazione è un
po' più complessa. Occorre staccare il ventilatore per raggiungere
queste palette e, sempre con un pennellino, asportarla, facendo
molta attenzione a non premere sulle stesse. Un'eccessiva
pressione provoca la scentratura della ventola. La rumorosità
di un ventilatore dipende molto dalla sua equilibratura (centratura).
Attenzione quindi alle pressioni anomale esercitate.