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INONDAZIONI E MAREMOTI

Le inondazioni sono ancora oggi un fenomeno molto diffuso, a cui l'uomo non sempre riesce a porre rimedio. A volte - anche se può sembrare strano - possono rivelarsi utili: quelle del Nilo, ad esempio, rendono fertili i campi circostanti. Nella maggior parte dei casi però sono eventi disastrosi che causano perdite ingenti di vite umane e danni incalcolabili all'ambiente e alle infrastrutture. Una delle cause più frequenti delle inondazioni è quando, durante il corso in pianura, i fiumi depositano sul fondo fango e sabbia, alzando gradualmente il livello del loro letto, con il rischio che l'acqua fuoriesca e straripi dagli argini. Altre cause di inondazioni sono l'alta marea, che fa alzare rapidamente il livello delle acque alle foci dei fiumi e le piogge: quelle causate dai monsoni nei paesi del sud-est asiatico provocano danni micidiali. Il Bangladesh è uno dei Paesi più colpiti da questo genere di calamità. A volte però le inondazioni sono causate dall'attività maldestra dell'uomo: in Nepal, ad esempio, sono state abbattute così tante foreste che, quando piove, il terreno non è più trattenuto dalle radici degli alberi e viene trascinato nei fiumi che vengono ostruiti di fango. Per arginare le inondazioni spesso si costruiscono dighe e bacini idrici che regolano il flusso dell'acqua e servono anche a produrre energia elettrica. Infine alcuni Paesi, soprattutto quelli sull'Oceano Pacifico, vengono colpiti anche dei maremoti, calamità naturali simili ai terremoti che, causano innumerevoli danni e vittime. Fortunatamente, rispetto alle inondazioni i grandi maremoti, sono abbastanza rari.

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